L'alimentazione del cane sportivo

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Ci sono differenze nelle esigenze di un cane che fa sport di sprint e  sport di resistenza?

Le esigenze nutrizionali di un cane che fa una attività di Sprint (agility,disc dog,flyball,ecc) , che si basa sugli scatti e la velocità, oppure di un cane che pratica sport di resistenza (sleddog,canicross,lavoro sul gregge,ecc), quindi con un minor intensità ma su più lungo periodo, sono molto differenti. All’interno delle varie attività, vanno considerate inoltre le variabili soggettive, quelle di razza, il livello giornaliero di allenamento e il tipo di allenamento svolto.

Ciascuna di queste categorie ha necessità diverse riguardo ai fabbisogni energetici (calcolati su base di kcal giornaliere), e sulle ripartizioni dei macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati).

Ad esempio:

% su s.s.

Proteine

Grassi

Carboidrati

Cane da sprint

22-32%

15-30%

30-55%

Cane da endurance

28-34%

> 50%

< 15%

(tratto da Small Animal Clinical Nutrition, 5th ed.)

Di cos'ha bisogno un cane sportivo da attività di sprint?

Un cane che fa attività di sprint necessiterà di un buon apporto di proteine e carboidrati ed un livello intermedio di grassi; a seconda del tipo di allenamento che svolge, della durata e del numero di gare a cui partecipa si potrà determinare un fabbisogno energetico praticamente sovrapponibile a quello di mantenimento oppure arrivare anche fino a due volte il fabbisogni normali se pratica lo sport in maniera agonistica.

Per la tipologia di sport, quindi, è sempre consigliato inserire nel piano alimentare tutti e tre i macronutrienti, ossia sia le proteine, i grassi e i carboidrati. Questo perché i muscoli, per il tipo di intensità e sforzo richiesto dalla disciplina, entrano in un metabolismo chiamato anaerobiosi lattica.

L’anaerobiosi lattica richiede una fonte abbondante e rapida di glucosio che l’organismo riceve tramite il cibo dai carboidrati. Il grassi vengono richiesti solo in un secondo momento, normalmente dai 20 minuti di attività continuativa in su, per il metabolismo muscolare aerobio.

Quale tipo di dieta possiamo scegliere?

La scelta della dieta dipende dal soggetto, dal tipo di attività, dalla razza e dal proprietario.

La dieta normalmente più utilizzata è quella commerciale. Può essere sia secca (crocchette), quindi con un’umidità di solito al di sotto del 10%, oppure umida (scatolette) con un tenore di acqua che supera nella maggior parte dei casi il 65%.

Per gli alimenti commerciali va fatta particolare attenzione alla dicitura in etichetta che li dichiara completi, ossia che possiedono all’interno tutte le integrazioni o gli ingredienti necessari a rendere l’alimento bilanciato e somministrabile su lunghi periodi senza che possano causare carenze/eccessi alimentari.

In caso contrario vengono definiti come alimenti complementari; un esempio sono gli snacks e i biscotti.

Altre indicazioni assolutamente necessarie per fare una buona scelta sono la valutazione degli ingredienti, che devono essere riportati in ordine decrescente di quantità e la composizione, quindi le percentuali di proteine, grassi, fibra, ceneri e umidità del prodotto.

Da tenere comunque presente che, all’interno della percentuale delle proteine, non vengono inserite solo le proteine animali ma anche quelle che arrivano dai carboidrati e dai vegetali.

La seconda tipologia di dieta che si può scegliere è quella casalinga. Di norma, sono presenti tutti e tre i macronutrienti e le verdure in forma cotta. Una variante possibile è quella di somministrare, con gli accorgimenti igienico sanitari necessari, sia la proteina che la verdura in forma cruda. Di solito viene bilanciata con integratori commerciali per renderla completa. E’ una tipologia di dieta adatta a tutti i soggetti e a tutte la razze con alcuni accorgimenti.

Infine possiamo parlare di BARF. BARF è l’acronimo di Biologically Appropriate Raw Food. Nella versione tradizionale è una dieta che usa solo due macronutrienti, proteina e grasso, e che non utilizza integratori commerciali, ma basa il suo bilanciamento sull’utilizzo di ossa polpose (ossa con una adeguata composizione minerale e con carne ancora presente) e organi interni di diversi animali. Questa tipologia di dieta non è adatta a tutti, deve essere quindi creata in base alle caratteristiche del singolo soggetto. E’ sconsigliata nelle razze brachicefaliche. Per chi vuole approcciarsi a questa dieta è consigliato l’affiancamento di un esperto al fine di non commettere gravi errori che possano compromettere la salute del cane.

Confronto tra diete commerciali, casalinghe e barf

Ovviamente esistono i pro e i contro per ciascuna scelta dietetica.

Le diete commerciali sono sicuramente molto pratiche, sia dal punto di vista della completezza nutrizionale che gestionale. Di contro sono alimenti non modificabili secondo le esigenze dell’animale, in quanto si può aumentare o diminuire la dose totale di alimento, ma non si possono modificare singolarmente i macronutrienti. Particolare attenzione va posta nei soggetti che effettuano gare o allenamenti intensi per la prolungata permanenza di questo cibo nello stomaco.

Le diete casalinghe hanno, di contro, che sono meno pratiche, in quanto necessitano di un dispendio maggiore sia di tempo che, talvolta, di denaro. Soprattutto per chi viaggia, c’è la necessità di attrezzarsi adeguatamente per portarsi dietro i pasti, oppure reperire in loco gli ingredienti necessari. Di pro si può annoverare l’assoluto controllo sulla materia prima, la possibilità di modificare la quantità dei singoli ingredienti in base alle esigenze del soggetto e la facilità di digestione, quindi una permanenza nello stomaco più breve.

La dieta BARF ha come pro, quasi sempre, l’ottima appetibilità e la facilità di digestione. Se facciamo riferimento però ai cani da sport di sprint, c’è il contro che non contiene i carboidrati che sono la fonte principale di glucosio, necessaria ai muscoli quando effettuano uno sforzo rapido e intenso. Altri fattori da tenere in assoluta considerazione è la difficoltà di mantenere un buon bilanciamento nutrizionale tra apporto di proteine e grassi e i micronutrienti che derivano da ossa polpose e organi interni ed, essendo somministrata cruda, il mantenimento del buono stato igienico-sanitario sia per il cane che per il proprietario.

Come gestire l’acqua ed i pasti nelle giornate di gara

L’acqua è un ingrediente fondamentale per mantenere il buono stato di idratazione dell’atleta, inoltre ha la funzione di raffreddare l’organismo e veicolare i prodotti di scarto che si formano con il metabolismo fisiologico e l’attività fisica.

L’assunzione di acqua è fondamentale sia pre che in post attività. Nel pre gara, dal momento che i liquidi permangono per pochi minuti nello stomaco, è sconsigliato solo somministrarla nella decina di minuti precedenti all’attività sportiva. Nel post attività, è invece consigliato un razionamento idrico finchè il cane non ha superato la prima fase di defaticamento, per evitare un ingestione massiva di liquidi in una sola volta.

La tempistica per la somministrazione del cibo varia molto sia in base alla tipologia di dieta (commerciale secco, umido o casalingo/BARF), ma anche al temperamento del soggetto.

E’ comunque sconsigliato lasciare il cane a digiuno nelle giornate di gara.

In linea generale la somministrazione di cibo solido deve essere un terzo/un quarto della razione e deve essere data almeno tre ore prima dell’attività fisica ed almeno due ore dopo la fine dell’attività.

Integrazione per lo sport

Le integrazioni per un atleta sono fondamentali.

Sicuramente sono da tenere in conto quelle di vitamine e minerali, che vengono inserite nell’alimento per i fabbisogni di mantenimento dell’organismo, ma anche quelle che supportano il metabolismo, le articolazioni e la riduzione dello stress ossidativo che insorge dopo un intenso sforzo muscolare.

Un esempio, oltre alle ben note condroitina e glucosammina, è un buon apporto di acidi grassi omega 3 (meglio se marino), che idealmente deve essere in un rapporto compreso tra il 6:1 e il 3:1 con gli omega 6 presenti nella dieta.

Altri esempi possono essere quelli di integrazioni con diversi complessi naturali che, se introdotti in maniera adeguata, aiutano a supportare l’intero organismo per preservarlo o aiutarlo a ridurre i danni dello stress ossidativo e meccanico che un’attività sportiva comporta.

CV Eleonora Cervato

Laureata nel 2010 in Medicina Veterinaria all'università degli studi di Torino a pieni voti. Dal 2010 ho iniziato a lavorare come consulente per diverse aziende del petfood, dal 2015 inizio ad approfondire la tematica dell'alimentazione con diversi seminari fino a completare nel 2018 l'itinerario di Nutrizione della scuola superiori di studi veterinari. Attualmente lavoro come libera professionista nell'ambito dell'alimentazione dei piccoli animali (anche a livello sportivo) e continuo ad approfondire l'aspetto della salute del cane con corsi incentrati sulla nutrizione e sulla medicina alternativa.

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